Guareskj blog

blog di Paolo Grisorio: forse lo leggeranno in tre ma amen

“Mi piace scrivere” (dicevo)

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La verità è che a volte non ne ho voglia, di scrivere. Di roba
d’altri, di trattori e finanza, magari di notte. Eppure è lavoro mio. Eppure mi stanca.
Maledettamente.

Mi stanca le mani, mi pesa la testa, mi annebbia il  cervello, mi chiude la palpebra, mi da sensazione di gomito a punta.  La panza si avvolge, la coscia si addorme, la schiena si piega, il polpaccio s’incrampa, la vista si offusca, il dito non sente. La frase s’incespica, il verbo si rompe, cade un articolo, piomba giù un  apostrofo. Scrivo di nero, scende la notte.

Mi sveglio domani.

Scritto da Guareskj

9 novembre, 2011 alle 5:03 PM

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Immagini di novembre

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Giravo per le strade di novembre che passano attraverso la campagna, immerso nella nebbia e la condensa di una piccola auto contadina, l’autostrada mi passava a fianco con sottofondo di rumore di ferraglie, il parabrezza era il  complice simpatico di un’atmosfera incappottata e fresca, il tergivetri funzionava sì e no,  le curve quasi scivolavano a costruire il ricordo che ne ho.

Scritto da Guareskj

26 ottobre, 2011 alle 3:36 PM

Alla narice del significato

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In questi giorni imperversa la polemica: non guardare l’indice. Perché mi sfugge la luna? No, perché ti coglie il conato. Ed ecco Eco: con le dita nel naso è stato immortalato e l’Osservatore Romano non ha potuto fare a meno di far notare la caccola nasale di cui l’Umberto era in cerca. Come mai? Beh, così va il mondo. Eco nei giorni precedenti aveva sproloquiato addosso a Benedetto XVI accampando una propria presunta  superiorità in campo filosofico e teologico. Eppure è sempre stato noto come semiologo, più che come teologo. Quando il fotografo lo ha immortalato però non sembrava dissertare di trinità né cercare il “significato secondo” bensì l’unicità della caccola prima.  L’articolo dell’Osservatore Romano, scritto da Silvia Guidi che titola “Un fallimento di lusso” riporta la stroncatura avvenuta a ridosso della Fiera del libro di Francoforte da parte della stampa tedesca per la “irrimedialbile noiosità” del suo ultimo libro e aggiunge una foto a corredo. Diciamo che con l’articolo e la foto anche la stampa vaticana lo mette “all’indice”. Peccato, poveraccio. Ho amato, o almeno stimato, Eco per tutta la giovinezza. All’università era per me “il” semiologo e dopo Roland Barthes, ritenevo, c’era solo lui, altro che Chomsky. Ho letto le postille a “Il nome della rosa” come lui indicava (“leggete le postille, non c’è bisogno di leggere il libro”) e mi sono vantato per anni di possedere la chiave dell’opera senza averla letta. Perchè per la semiologia questo è ciò che conta in un testo: il segno e il suo funzionamento, la logica che lo regge, la struttura che lo sostiene. La possibilità, alla fine, di guardare l’altro dall’alto in basso dicendo “tu hai letto io non ho avuto bisogno di leggere, posseggo la chiave del testo”. Poi mi sono reso conto negli anni di quanto questa visione sia sterile ma soprattutto di quanto Eco sappia frantumare gli apparati riproduttivi e con ciò di quale grande pericolo per la perpetrazione della specie egli rappresenti. Il mio amore per la vita ha vinto. Oggi resto grato alla passione che le Postille al nome della rosa hanno fatto nascere in me circa lo studio e l’analisi del testo e del contesto, del significante e del significato, del simbolo  e della metafora, del paragone e dell’iperbole e per tutto ciò che è parola. Nonostante ciò, nel momento del suo dolore, non posso non dedicare a Umberto Eco alcuni versi da me composti e che, appositamente, rinonimo “Ode al trinariciuto”. Qui di seguito il testo e qui il link.

Ode all’Eco trinariciuto

La caccola molle m’assale improvvisa:
mi cola dal naso, rientra e rifugge
qual cerva ferita, ma ho sporche le dita
e smetter non posso, non posso lasciare infinita
un’opera ormai tanto ardita.
Ormai come un’alba che sorger voleva ma il buio teneva
la caccola molle rientra nell’alveo nasale e il dubbio m’assale:
davvero è non vista? Al mio fianco al semaforo infatti rideva sul tram un’autista.

Scritto da Guareskj

14 ottobre, 2011 alle 5:52 PM

Spotorno

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Mi piace, mi diverte, fotografare senza macchina fotografica la gente per strada. Scendendo dalle vie strette liguri, vedi paesaggi, scorci che inquadri con lo sguardo, e incontri gente spesso strana. Fuori dalla casa di vacanze avuta in uso per le settimane di luglio, dopo la strada asfaltata giro a destra verso un’altra strada più stretta che dapprima è scalinata e poi costeggia un alto muro: qui, quando passo, vedo i cocci aguzzi di bottiglia che lo sovrastano e che mi rimandano a rime immortali. La strada col muro finisce presto poi poco dopo c’è  un oratorio e da qui girando ancora a destra si sfocia in una lunga strada in discesa dove oggi incontro alcune coppie.  Prima coppia: lui e lei, cicciotelli, sulla quarantina, camminano pigramente zigzagando e urtandosi in modo scoordinato, esibiscono un sorriso ebete, li segue il figlio quindicenne che annaspa appiccicato dietro di loro portando in braccio un grosso pacco. Cinquanta passi dopo arriva la seconda coppia: due donne, non saprei dire se davvero giovani o solo giovanili, sui trentacinque; parlano: gli ho detto di venire, che sono neanche due ore di macchina da Milano e mi ha detto di no. Cosa? Giuro! Ma che stronzo! Sì ma poi gli dico: vieni in moto che in un’ora e un quarto sei su, ma niente da fare, guarda, veramente stronzo. La terza coppia ha il passeggino: lui spinge mentre la bambina beve dal biberon, lei parla al telefonino: sì mamma, non ci crederai ma le ho fatto la peretta, lei ha fatto tutta la sua cacca e dopo non era più lei! Ma certo che è stata un’idea mia, mamma! Intanto lui mi guarda con un sorriso tra il complice e l’imbarazzato e continua a spingere il passeggino. La quarta coppia avanza silenziosa: sono due sessantenni accaldati, piccoli e appesantiti dalle borse e dall’afa. La quinta coppia è ancora di anziani: alti e dall’aria elegante avanzano piano ma dignitosamente sotto il caldo. Sono arrivato alla piazzetta alla fine della discesa e qui ci son due giovani che ridono, confidando di aver reciprocamente trovato l’uno nell’altra tutto ciò che si può volere. Dopo la piazzetta inizia il sottopassaggio coi suoi miasmi di cloaca e le scritte fatte con l’uniposca: ti amo, rosy troia, gigi culo, non è vero, w la figa, pirla chi legge.

Scritto da Guareskj

17 luglio, 2011 alle 10:04 PM

Pubblicato in Culo, Viaggi, Vita

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Angel’s eyes – Occhi d’angelo

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Angel’s eyes, in Italia Occhi d’angelo, è un bel filmetto: lui James Caviezel c’ha la faccia da Superman, ma dato che ha già avuto la faccia da Gesù il regista culandrone di Superman in quella parte non l’ha voluto (ecco la risposta a chi si chiede come mai abbiamo visto al cinema un Superman con la faccia da culo). Lei, Jennifer Lopez, è invece una bella poliziotta tormentata dal rimorso per aver fatto arrestare un giorno di tanti anni prima il padre violento verso la mamma. Lei si porta dietro questa storia e lui si aggira per le scene del film con un’aria da figo naturale, non palestrato, quasi sperduto. Ma in cerca di che? I due s’incontrano ed è quasi subito amore. Ma c’è qualcosa che ancora non convince nella vita di lui, e che sa di passato tenebroso e nascosto, contro la quale la Lopez va casualmente a sbattere e che la inquieta: perché il bel Caviezel vive in una casa senza arredi, dove ha imparato a suonare così bene il sax, di cosa vive? E perchè tiene giocattoli nascosti nel cassetto, sarà mica pedofilo? Il pregiudizio sull’attore e sulla sua appartenza al mondo cattolico sembrano a tratti quasi essersi infiltrati anche nella trama. Un film originale, anche se la recitazione non è forse da Oscar. Ma non se ne vedono molti di film con dei lieto fine così belli e convincenti e senza neanche una scena di sesso esplicito e dettagliato fin nell’audio. Peccato sia quasi introvabile da Blockbuster, da scaricare e in ogni luogo. Solo su ebay è rintracciabile usato a pochi euro.

Angel Eyes
Regia di Luis Mandoki, con Jennifer Lopez, James Caviezel, Sonia Braga, Terrence Howard, Jeremy Sisto. Drammatico, durata 102 min.

Scritto da Guareskj

7 luglio, 2011 alle 6:54 PM

No Tav? neanche un pochino? ‘gnanche una volta?

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Come mai in Francia i lavori in corso non creano No Tav? Come mai la Svizzera ha appena finito di scavare i 57 chilometri di AlpTransit, nuovo tunnel sotto il massiccio del San Gottardo, e un terzo del tunnel di 40 chilometri del Monte Ceneri, con il consenso delle popolazioni interessate e con un impatto ambientale e sociale tale per cui i turisti in viaggio sull’autostrada Chiasso-Basilea neanche si accorgono di costeggiare il più grande cantiere di opere infrastrutturali d’Europa?

Scritto da Guareskj

4 luglio, 2011 alle 12:34 PM

Adozioni gay?

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Riflessione, anzi breve riflessione perchè c’è poco da dire. Parliamo dei cosidetti progressisti: sono per l’aborto e spesso a favore dei gay (a causa di un malinteso senso di libertà). Gay che, a loro volta, sono solitamente contro quelle che chiamiano le tradizioni e le convenzioni e perciò oltre che a favore dell’aborto son solidali con chi è pro eutanasia e dicono sì alla selezione eugenetica degli embrioni. Tutti insieme, questi signori, sono avversi alla famiglia tradizionale mentre si spendono invece in favore delle unioni omosessuali nonché della possibilità per chi è parte di quelle unioni di poter adottare figli. La domanda però alla fine sorge grossolana e spontanea: se molti sono abortiti, molti sono soppressi con eutanasia, altri non vedono la luce perchè selezionati e scartati allo stato embrionale, molti altri ancora neppure potranno aspirare al concepimento, in quanto la sodomia è sterile, alla fine le coppie gay chi vogliono adottare? Chi vuole rispondere?

Scritto da Guareskj

25 giugno, 2011 alle 5:13 PM

La classe non è acqua

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E’ il 13 giugno, è passato il referendum cosidetto sull’acqua pubblica: ci hanno fottuto facendoci credere quel che non era e noi ci siamo cascati. La gente credeva di votare per  la libertà e purtroppo quando i comuni prima o poi alzeranno il prezzo dell’acqua ci accorgeremo cosa ci fosse in ballo realmente. Spero di sbagliarmi. Ma nelle parole di un vecchio, al bar, ho colto un afflato di verità: “Ma io lo so che ci fottono lo stesso: adesso daranno la Frizzina e l’Idrolitina in regime di monopolio ai privati”  ;-)

Scritto da Guareskj

13 giugno, 2011 alle 6:29 PM

Rachele

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Sarà stata la montagna e la vetta conquistata insieme, aspra seppure non difficile. Sarà stato il cibo condiviso e la compagnia felice e un po’ insolita di tre famiglie e dodici figli, il doppio dei genitori. Sarà stato un non so cosa che non riesco a dire ma Rachele mi sembrava quasi di conoscerla da più tempo ancora dei suoi dodici anni, quando mi han detto, un mattino, che era morta per un incidente. All’improvviso come una fucilata in faccia, Rachele mi ricorda che ogni giorno c’è un compito da scoprire e sostenere con una preghiera.

Scritto da Guareskj

13 maggio, 2011 alle 9:27 AM

Pubblicato in Ragione, Vita

La cler

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Il governo Berlusconi il 14 dicembre tirerà giù la cler? Si accettano scommesse.

;-)

Scritto da Guareskj

5 dicembre, 2010 alle 5:40 PM

Pubblicato in Vita

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