Archive for the ‘Ragione’ Category
No Tav? neanche un pochino? ‘gnanche una volta?
Come mai in Francia i lavori in corso non creano No Tav? Come mai la Svizzera ha appena finito di scavare i 57 chilometri di AlpTransit, nuovo tunnel sotto il massiccio del San Gottardo, e un terzo del tunnel di 40 chilometri del Monte Ceneri, con il consenso delle popolazioni interessate e con un impatto ambientale e sociale tale per cui i turisti in viaggio sull’autostrada Chiasso-Basilea neanche si accorgono di costeggiare il più grande cantiere di opere infrastrutturali d’Europa?
La classe non è acqua
E’ il 13 giugno, è passato il referendum cosidetto sull’acqua pubblica: ci hanno fottuto facendoci credere quel che non era e noi ci siamo cascati. La gente credeva di votare per la libertà e purtroppo quando i comuni prima o poi alzeranno il prezzo dell’acqua ci accorgeremo cosa ci fosse in ballo realmente. Spero di sbagliarmi. Ma nelle parole di un vecchio, al bar, ho colto un afflato di verità: “Ma io lo so che ci fottono lo stesso: adesso daranno la Frizzina e l’Idrolitina in regime di monopolio ai privati”
Rachele
Sarà stata la montagna e la vetta conquistata insieme, aspra seppure non difficile. Sarà stato il cibo condiviso e la compagnia felice e un po’ insolita di tre famiglie e dodici figli, il doppio dei genitori. Sarà stato un non so cosa che non riesco a dire ma Rachele mi sembrava quasi di conoscerla da più tempo ancora dei suoi dodici anni, quando mi han detto, un mattino, che era morta per un incidente. All’improvviso come una fucilata in faccia, Rachele mi ricorda che ogni giorno c’è un compito da scoprire e sostenere con una preghiera.
Paradossi
“La cosa seccante di questo mondo è che gli imbecilli sono sicuri di sé, mentre le persone intelligenti sono piene di dubbi”, dice bertrand Russel. La cosa che appare evidente di questa affermazione e che è espressa con il tono di chi si sente portatore di una granitica certezza.
Siamo tutti minatori
Chissà perché sui minatori cileni van tutti d’accordo. Su tutto il resto delle cose del mondo c’è sempre qualcuno che la pensa diversamente: sesso, droga, scuola, vita, morte, mutui, pane, moda, religione, donne, calcio, soldi. Su tutto la pensano tutti diversamente. Sui minatori del Cile no: tutti d’accordo. Sia chiaro che sono arcicontento anch’io. Solo mi chiedo: perché tutto sto improvviso andar d’accordo sui minatori e su tutto il resto ci ammazziamo? Boh. Andrebbe capita.
Hitler, il miglior amico del cane
Un tassista viene massacrato per avere investito un cocker. Non un mastino, un dobermann, un rotweiler. Un cocker. Questi, che gli hanno spappolato la milza a calci ripetutamente precisi, avevano un cocker, il cane dallo sguardo più umano che esista. E lo so che con questo mio giudizio non farò giustizia a molti, ma ecco che la mia insofferenza per gli animalisti oggi sale, sale, sale… Sarà perchè mi ricordo in questi casi che Hitler è stato il primo animalista (e antivivisezionista).
Stravolgere il reale (oltre la bufala)
A volte si manipola pesante nell’online. Questo ne è un esempio di scuola.
Brigatisti, ma pur sempre buonisti
Nei giorni scorsi, come è noto, una lettera di minacce al presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi, al presidente della Camera Gianfranco Fini e al leader della Lega Umberto Bossi, è stata recapitata a opera di un gruppo eversivo presso la redazione del quotidiano Il Riformista. La missiva era corredata da un ultimatum: entro le 23.59 del 16 ottobre i tre rassegnino le dimissioni. Insomma “lasciate la politica e Berlusconi si consegni alla giustizia comune perchè in quella comunista la sentenza sara’ inevitabile”. La lettera, spedita da Milano l’8 ottobre, giorno seguente la decisione della Corte costituzionale sul lodo Alfano, enfatizza il fatto che Berlusconi non abbia voluto dimettersi nonostante la sentenza. Colpisce che in una lettera firmata da brigatisti si ritrovi un commento che esprime coincidenza di visione con quanto detto da esponenti di partiti di opposizione e comunque, anche quando non detto, implicitamente suggerito o atteso dalla sinistra. La novità però sta a mio parere nel fatto che i mittenti, che pure si sentono pronti a una vera e propria rivoluzione armata che coinvolga il popolo come a Cuba, rassicurano sul fatto che non intendono ricorrere “a bombe o coinvolgere innocenti” . Si tratta insomma non delle Brigate Rosse ma delle Brigate Buone.
Perchè?
Quasi un anno senza il mio omonimo dominio online ma finalmente eccolo. Questo è stato l’anno di Facebook per me: grazie al buon vecchio Gianluca Nicoletti sono infatti andato a impattare contro questo muro relazionale. Una prova: vediamo come funziona. Visto, sbattuto anche un po’ contro. Perché? Poi è arivato di tutto e specialmente questo ciclone che ancora chiamiamo crisi e invece verrà il giorno che ci volteremo indietro e diremo: e l’avevamo scambiata per una semplice crisi. Perché? Verrà la fame. Perché? Leggetevi, leggiamoci ancora, The Road e cercatevi un marito, o una moglie, o un parente, un amico specialmente, in campagna. Oppure inventiamoci insieme qualcosa di nuovo.
Riflessione post elettorale
Oggi l’euforia ancora si spande specialmente per il Nord. Abbiamo vinto, abbiamo vinto… fosse il derby capirei. Ma ora? Quest’allegria mi sembra eccessiva e quest’euforia mi sa d’incoscienza. A quale progetto e a quale speranza di vita risponde e risponderà il Pdl che anch’io ho votato (e ancor mi duole il naso)? Il Silvio mi rappresenta? Non lo so, forse no. Ma il Silvio incarna ciò che per la sinistra è indifendibile: possibilità di ricchezza, anche, ma soprattutto l’apporto della persona alla politica e alla vita quotidiana del paese, la battaglia per difendere ciò che è concreto, il tentativo e l’intrapresa dell’uomo attaccato alla vita e alla ricerca sincera e appassionata del suo valore, anche sbagliando. Perciò l’ho votato. Eppure se la scelta è stata giusta, l’immagine di Giuliano, prima sceso in campo impegnato, poi attaccato nella sua guerra quotidiana e infine quasi spazzato con un manipolo di sparuti cavalieri, non m’abbandona. E mi sembra comunque d’aver perso almeno un po’. E poi, soprattutto, a quest’allegria diffusa manca quel velo di tristezza che ci rimanda al destino e al senso di ogni cosa, come diceva il Gius.

