Archivio mensile:febbraio 2016

Nessun goal


All’altezza di Cogliate, quasi fuori del centro abitato, un pallone rimbalza sulla carreggiata, rallento istintivamengoalte – è come un segnale convenuto, un segno di allerta, un allarme, un grido – ma nessun bambino attraversa, nessuna mamma sgrida, nessuno farà goal: era il pallone calciato da un presagio.

 

 

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Alle narici del significato


Eco caccola

Eco con le dita nel naso. E’ stato immortalato e l’Osservatore Romano non ha potuto fare a meno di far notare la caccola nasale di cui l’Umberto era in cerca. Come mai? Beh, così va il mondo. Eco nei giorni precedenti aveva sproloquiato addosso a Benedetto XVI accampando una propria presunta  superiorità in campo filosofico e teologico. Eppure è sempre stato noto come semiologo, più che come teologo. Quando il fotografo lo ha immortalato però non sembrava dissertare di trinità né cercare il “significato secondo” bensì l’unicità della caccola prima,e lui si è imbestialito.  L’articolo dell’Osservatore Romano, però, scritto da Silvia Guidi titola “Un fallimento di lusso”non si occupa principalmente di caccole bensì riporta la stroncatura avvenuta a ridosso della Fiera del libro di Francoforte da parte della stampa tedesca per la “irrimedialbile noiosità” dell’ultimo libro di Eco e aggiunge una foto a corredo. Diciamo che più che con l’articolo è con la foto che la stampa vaticana lo mette “all’indice”. Peccato, poveraccio. Ho quasi amato, o almeno stimato, Eco per tutta la giovinezza. All’università era per me “il” semiologo e dopo Roland Barthes, ritenevo, c’era solo lui, altro che Chomsky. Ho letto le postille a “Il nome della rosa” come lui indicava (“leggete le postille, non c’è bisogno di leggere il libro”) e mi sono vantato per anni di possedere la chiave dell’opera senza averla letta. Perchè per la “sua” semiologia questo è ciò che conta in un testo: il segno e il suo funzionamento, la logica che lo regge, la struttura che lo sostiene. La possibilità, alla fine, di guardare l’altro dall’alto in basso dicendo “tu hai letto io non ho avuto bisogno di leggere, posseggo la chiave del testo”. Poi mi sono reso conto negli anni di quanto questa visione sia sterile ma soprattutto di quanto Eco sappia frantumare le balle e, con ciò, di quale grande pericolo per la perpetrazione della specie egli rappresenti. Il mio amore per la vita perciò ha vinto e oggi resto grato alla passione che le Postille al nome della rosa hanno fatto nascere in me per lo studio e l’analisi del testo e del contesto, del significante e del significato, del simbolo  e della metafora, del paragone e dell’iperbole e per tutto ciò che è parola. Nonostante ciò, nel momento del suo dolore, non posso non dedicare a Umberto Eco alcuni versi da me composti e che, appositamente, rinonimo “Ode al trinariciuto”. Qui di seguito il testo de “La calcola molle” uno dei miei testi poi belli e profondi al quale prima o poi verrà tributato il meritato riconoscimento:

La calcola molle

La caccola molle m’assale improvvisa:
mi cola dal naso, rientra e rifugge
qual cerva ferita, ma ho sporche le dita
e smetter non posso, non posso lasciare infinita
un’opera ormai tanto ardita.
Ormai, come un’alba che sorger voleva ma il buio temeva,
la caccola molle rientra nell’alveo nasale e il dubbio m’assale:
davvero è non vista? Al mio fianco al semaforo infatti rideva sul tram un’autista.

Unioni incivili e adozioni gay e tutto quanto è “contro la famiglia”


Una breve cronistoria di quanto ha preceduto il progetto di legge Cirinnà 

2015 – 2016 – Arriva in Senato il ddl Cirinnà che consente a una coppia omosessuale la stepchild adoption (adozione del figliastro) e di fatto introduce il “diritto” di comprarsi un bambino all’estero tramite la pratica dell’utero in affitto e legittimarlo in Italia. Tra i senatori Sergio Lo Giudice ammette di aver già acquistato un figlio all’estero  con questo metodo per la cifra di circa 100.000 euro.

Novembre 2013 – l’Associazione degli psichiatri americani, una delle più importanti associazioni scientifiche del mondo, ha modificato la propria linea sulla pedofilia  e nella sua ultima pubblicazione ha messo nero su bianco che essa è definita non più “disordine” o “disturbo” ma è un semplice “orientamento” come gli altri.

Luglio 2010 – Donatella Poretti, esponente dell’associazione Luca Coscioni e vicina al mondo omosessuale, chiede l’abrogazione degli articoli 564 e 565 del Codice penale sui reati contro la morale della famiglia. L’art.  564 prevede la reclusione da uno a cinque anni per chi commetta incesto con un discendente, ascendente,  fratello o  sorella.

2006 – Marco Cappato, segretario dell’Associazione Luca Coscioni e deputato europeo radicale, difende in televisione, al TG2, il diritto dei pedofili olandesi ad avere un proprio partito ed esprime l’auspicio che la pedofilia stessa possa essere regolata da leggi, “così non ci sarebbe violenza ma soltanto “amore”.

Marzo 2002 – Il pedofilio “pride” William Andraghetti scrive al deputato radicale Marco Cappato, che è sempre in prima linea nell’accusare la Chiesa di pedofilia, chiedendogli un parere sulla pedofilia stessa. Cappatorisponde che: “Mi pare che i radicali siano stati e siano molto chiari nel denunciare i metodi da caccia alle streghe sui casi di pedofilia, così come il proibizionismo su internet e la sottovalutazione dell’impatto della pedofilia domestica. Al centro delle nostre varie operazioni antipedofilia c’è stata la demonizzazione di Internet, con procedimenti penali anche a carico di chi ha semplicemente visitato siti pedofili”.

5 dicembre del 2000 – Daniele Capezzone, radicale italiano e seguace di Pannella. afferma che la pedofilia è da ritenersi “alla pari di qualunque orientamento e preferenza sessuale ” e che “come tale non può essere considerata un reato”. Il 28 aprile 2002 aveva già scritto insieme a Maurizio Turco, vicepresidente vicario del Partito Radicale, una lettera a Libero, nella quale si scagliava contro i provvedimenti informatici per bloccare il traffico di materiale pedopornografico in internet: “è del tutto inaccettabile la criminalizzazione di un orientamento sessuale in quanto tale. Si tratta di affermare il diritto di tutti e di ciascuno a non essere condannati e nemmeno giudicati, sulla base della riprovazione morale che altri possono provare nei confronti delle loro preferenze sessuali. Criminalizzare i pedofili in quanto tali, al contrario, non serve a tutelare i minori, ma solo a creare un clima incivile…”. 

30 ottobre 2000 – L’associazione Famiglia Domani consegna ai deputati ONU un completo studio in cui dimostra lo stretto legame tra ambito della pedofilia ed esponenti del Partito Radicale (guarda il documento). Per questo il Comitato per le Organizzazioni Non Governative dell’ONU ne ha deciso la sospensione temporanea dall’assise internazionale.

27 ottobre 1998 –  I Radicali Italiani hanno organizzato un convegno i dal titolo Pedofilia e Internet, vecchie ossessioni e nuove critiche, promosso principalmente da Marco Pannella. Tra le motivazioni del convegno si legge: “siamo certi che gli adolescenti a cui molti paesi del mondo attribuiscono la capacità di rispondere in giudizio delle proprie azioni non abbiano pari consapevolezza e responsabilità nell’ambito sessuale? In ogni caso in uno Stato di diritto, essere pedofili, proclamarsi tali, o anche sostenerne la legittimità non può essere considerato reatoSi sono quindi scagliati contro censura dei contenuti pedopornografici. La presentazione di questo convegno nelle aule del Senato recitava: “essere pedofili […] non può essere considerato un reato; la pedofilia […] diventa reato nel momento in cui danneggia altre persone”. Sul sito Internet dell’Associazione danese per la difesa dei pedofili “www.danpedo.dk” (ora è chiuso dalla polizia informatica) si potevano facilmente consultare gli atti del convegno sul cui sfondo è impresso il simbolo dell’associazione stessa: un uomo ed un bambino e due cuori. Radio Radicale è stata anche l’unica radio italiana a mandare in onda il vergognoso programma danese dal titolo Papà posso toccarti l’uccello?”

28 aprile 1996   “Diario di un pedofilo” è stato scritto da William Andraghetti, arrestato nel 1988 per aver adescato minorenni nelle piscine di Bologna. Francesco Agnoli da Libertà e Persona racconta che tale testo è stato pubblicato dall’editrice Stampa Alternativa diretta da Marcello Baraghini con un preciso fine: Vogliamo prendere di petto gli ultimi tabù, come la pedofilia e l’ incesto” (Corriere, 28/4/1996). Baraghini è un militante radicale amico di Marco Pannella, fondatore nel ’63 della casa editrice Stampa Alternativa. Nel 1971 firmò l’appello contro Calabresi su l’Espresso e la sua pubblicazione più nota è “Contro la famiglia. Manuale di autodifesa per minorenni”. “Il Diario di un pedofilo”, quindi si pone nella scia della rivoluzione sessuale degli anni Sessanta, che ha sdoganato, insieme alla cultura psichedelica, anche quella del divorzio, dell’aborto e la pedofilia.