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Credo la Chiesa una, santa cattolica… e tutto, ma ci sono esempi migliori dell’animalismo


madonna Mary

Forse l’8 dicembre si poteva scegliere qualcosa di meglio che non le immagini di animali da proiettare sulla facciata di S. Pietro, ma è pur vero che intanto su National Geographic mettono Maria in copertina nel numero di dicembre e che per uno che bestemmia c’è una (giornalista laicissima) che si fa domande vere e cerca. Come ognuno di noi, in fondo. Buon Natale.

Certo che le scimmie proiettate su S. Pietro sono un colpo al mio antianimalismo e pure di quelli mica da niente. Devo dire che in generale mi fanno schifo le proiezioni sulle facciate delle chiese: le facciate sono belle così, se hai bisogno di uno schermo affittalo oppure proietta sul portone di casa tua. Comunque ho amici cari che non sono d’accordo su questa mia visione e altri che invece sì. Uno di quelli che non è d’accordo dice, per esempio, che anche sulle antiche cattedrali c’erano ornamenti animali. E’ vero, ma io non cerco il pelo nell’uovo bensì semplicemente osservo che in occasione di una festa centrale per la nostra Chiesa – quella dell’Immacolata Concezione – l’attenzione è finita a puntare sul clima, sugli animali, su queste cose che a mio modestissimo parere teologico non sono la sostanza del dogma che l’8 di dicembre si ricorda e festeggia. Vogliamo essere popolari? Allora per esempio: perché non spieghiamo cos’è il dogma? Spiegami che nasce dalla povera gente e non dalla struttura del clero. Spiega che è una verità acclamata dal popolo. Ma va bene. Fine della polemica (perché in effetti di polemica si tratta)  ma scusanti per il Papa per questa scelta ne troverò a bizzeffe, però un’altra volta, intanto esprimo il mio disagio per quelle immagini mentre continuo a seguirlo su altri temi sui quali autorevolmente si esprime e si esprimerà, magari quando non andiamo al circo. 

Comunque ci ha pensato National Geographic a mettere Maria in copertina nel numero di dicembre, grazie a una giornalista (la laicissima  e famosa giornalista americana Maureen Orth, inviata speciale di Vanity Fair) che si fa domande vere e cerca. Come ognuno in fondo. E questo potrebbe essere il mio augurio di Buon Natale, anche se ne seguiranno altri.

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