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Sei (notte)


Il pezzo di carne nel freddo ripiano già giace da ore
e il sonno che attendi da tempo ancora s’attarda
mentre la porta del frigo ti guarda con sorta di complicità.
Il dolce appiattito sul piatto soggiace al suo tempo
e dal piatto qualcosa che un tempo era quasi bellezza già ora t’irride
beffarda e sembra chiamarti come un’amica non vera.
Il vetro contiene qualcosa che odora di tempo trascorso
e il sorso che forse regala sarà quasi aiuto notturno al finto lavoro del giorno finito.
La notte che inganna i pensieri e lo ieri trascorso diventano sfida,
mentre s’apre con passo deciso la porta del frigo e t’avvolge la notte.

Otto (Chiara)


Quando la faccia tonda arriva improvvisa,
scuote tra le lenzuola la coltre del sonno e va oltre
scalza, s’inceppa, risquassa, s’intoppa, scuote la quiete più cara di sempre e di mezz’ora e ridà vita e annuncia la giornata nuova.