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Riflessione post elettorale


Oggi l’euforia ancora si spande specialmente per il Nord. Abbiamo vinto, abbiamo vinto… fosse il derby capirei. Ma ora? Quest’allegria mi sembra eccessiva e quest’euforia mi sa d’incoscienza. A quale progetto e a quale speranza di vita risponde e risponderà il Pdl che anch’io ho votato (e ancor mi duole il naso)? Il Silvio mi rappresenta? Non lo so, forse no. Ma il Silvio incarna ciò che per la sinistra è indifendibile: possibilità di ricchezza, anche, ma soprattutto l’apporto della persona alla politica e alla vita quotidiana del paese, la battaglia per difendere ciò che è concreto, il tentativo e l’intrapresa dell’uomo attaccato alla vita e alla ricerca sincera e appassionata del suo valore, anche sbagliando. Perciò l’ho votato. Eppure se la scelta è stata giusta, l’immagine di Giuliano, prima sceso in campo impegnato, poi attaccato nella sua guerra quotidiana e infine quasi spazzato con un manipolo di sparuti cavalieri, non m’abbandona. E mi sembra comunque d’aver perso almeno un po’. E poi, soprattutto, a quest’allegria diffusa manca quel velo di tristezza che ci rimanda al destino e al senso di ogni cosa, come diceva il Gius.

Franca Rame, il Papa, Ferrara e l´utero


Nel dopo elezioni chissà perché si trovano vere chicche, eccone una: “Ai tempi del femminismo ci dicevano che le donne sono isteriche perché hanno invidia del pene, ora noi possiamo dire che Giuliano Ferrara e Sua Santità hanno invidia dell´utero”. Lo ha detto Franca Rame, nel suo intervento ad un´assemblea degli studenti del liceo classico Mamiani, a Roma (da La Repubblica del 29 febbraio 2008). Proprio vero che l’onestà intellettuale paga.