La madre di Zidane


A giudicare dai commenti, non è certo degno della grandeur che i francesi da sempre sfoggiano (ma sono ancora francesi o ha già prevalso una massa di extracomunitari colonizzati?) il clima che si respira nella nazionale d’oltralpe. Il compagno di squadra di Zidane, Gallas, ha detto: “Avrei voluto spaccare la faccia a Materazzi”. Un vero signore. Invece, la madre di Zidane ha commentato: “Se Materazzi ha detto veramente certe cose, voglio i suoi testicoli su un piatto”. Una donna di classe, vera signora. Come la Francia. E già s’intravede l’ombra del jihad sulla finale dei Mondiali e di una fatwa su Materazzi.
La Francia è grande e Zidane è il suo profeta?

Il codice da vincere


Continuo a scrivere cose di cui facilmente non frega a nessuno, ma come diceva vent’anni fa un illustre pirla: anche se nessuno ci legge, tutti scriviamo per un pubblico. E’ così. Il gran parlare che si fa del codice da vinci e del suo autore mi fa tornare in mente una canzoncina “John Brown turn around…” e mi piace indirizzarla proprio al signor Dan Brown: turn around, fuori dalle palle, non ci rompere. Hai fatto i soldini che volevi: il tuo è un codice “vincente”, ma adesso basta (e povera Maddalena che ti ha fatto?).
ps: c’è qualcuno lì? un premio a chi indovina chi è l’illustre pirla.

Il pastore tedesco


Allorquando occorse (sì , proprio allorquando) l’elezione di Benedetto sedicesimo, il Manifesto si tolse il piacere, liberatorio quanto un rutto, di titolare a tutta pagina definendolo il “pastore tedesco”. Va beh, ognuno fa divertire i propri lettori come meglio crede. Ma oggi, quando leggo che il Papa dice a chiare lettere che non c’è differenza fra un embrione e un bambino davanti a Dio, perchè entrambi sono vita umana a immagine e somiglianza divina, prorompe naturalmente e dal profondo il mio controrutto: l’avete chiamato pastore tedesco? Eccolo.