Degli aulici versi il verso del cuculo
con metri antichi il ricordo ci chiama
soltanto un acuto fanculo isolato, odierno metro, risponde.
Sette (poesia in mezzo ai pascoli)
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Degli aulici versi il verso del cuculo
con metri antichi il ricordo ci chiama
soltanto un acuto fanculo isolato, odierno metro, risponde.
Quando la faccia tonda arriva improvvisa,
scuote tra le lenzuola la coltre del sonno e va oltre
scalza, s’inceppa, risquassa, s’intoppa, scuote la quiete più cara di sempre e di mezz’ora e ridà vita e annuncia la giornata nuova.
Sento una compagnia che non si stanca e sembra dirmi che non ho età, intanto faccio una strada di sensi unici, di buche e sassi, di ossa rotte. E’ una pozzanghera di poche dita ma sembra fatta di nero fondo.
Nuove camicie non hanno polso per sostenermi.
Ma improvvisa schiocca una calza e suona, muove improvviso un battito, si scuote un ciglio, deciso rimbalza un elastico, risuona una ciocca di capelli sciogliendosi una voce chiara.