Lasciamoli vivere un po’ a "comacchio"…


Quando studiavo (si fa per dire) le tecniche della comunicazione (senza imparare realmente a usarle, come del resto è avvenuto per tutto ciò che pur con fatica ho studiato) c’era una bella teoria che definiva le possibilità di lettura e comprensione di un testo, anche scritto, ma soprattutto filmico o televisivo, sulla base del coesistere dell’intreccio dei suoi autori nella creazione del testo stesso. Diceva in altre parole, la teoria, che alla creazione del testo non partecipa solo l’autore in senso stretto ma anche, per esempio, l’emittente e il canale. Per farla breve è come dire che se i vangeli vengono venduti alle librerie paoline non è la stessa cosa che se li pubblica a puntate l’Unità. Vero. C’è un’intenzione dell’editore o dell’emittente, della casa di produzione, del canale e comunque degli altri altri attori che partecipano al flusso della comunicazione e lo consentono, che non coincide necessariamente con quella dell’autore, ma anzi, e che dunque prende parte alla creazione del testo. La teoria sosteneva poi che addirittura il lettore o il pubblico partecipano alla produzione testuale. Ora, un blog non è un media in senso tradizionale, e meno che mai di massa, ma è certamente un media innovativo tramite il quale, è innegabile, il pubblico può partecipare alla creazione del testo. Questa lunga premessa serve per dire che: su vivereacomo.com c’è un post che dice una certa cosa (condivisibile o meno, non m’interessa); gli annunci di Google che l’amministratore del blog ha sottoscritto sembrano dirne un’altra. E’ ridicolo! Però, per ora, nessuno ha fatto una piega. Adesso quasi quasi vado di là, gli rompo le palle su questo tema e vediamo che succede (magari niente, boh). Ma no, dai…. fa niente. Ciao

E’ nata prima la Lav, i verdi o la gallina?


Dialogo immaginario, a commento di una grigliata mista, con interlocutori della Lega antivivisezione (e simili). La carne, la carne sempre la carne: è un omicidio, una strage. Ed ecco i risultati di questa strage: già era pazza la mucca, oggi anche le galline in gabbia impazziscono e addirittura diventano cannibali e si mangiano fra di loro. Impressionante, mangerò maiale. I maiali sono costretti a rotolarsi tutto il giorno nel fango degli allevamenti: vergogna. E le scrofe? Pure loro poracce: ci vorrebbe anzi un 9 marzo, giornata della scrofa liberata dal giogo (o gioco) del fango. E le vacche da latte anche loro? Anche loro, le mucche (e non vacche che è dispregiativo) stanno lì tutto il santo giorno a farsi tirare le tette da chi le munge. E le oche allora. Così anche le oche, costrette a ingozzarsi per il fois gras. Va bene, allora mangio solo pesce. Sì, e i pesci poveretti con quell’amo in bocca? E’ Una tortura! Meglio vegetariani allora? Eh, si… e le carotine secondo te non sentono niente? E le foglioline d’insalata e le erbette che, si sa, crescono meglio con la musica classica? Va bene, vivrò di solo miele… E le api, sfruttate come povere operaie senza neanche un sindacato? … Va bene mi lascio morire lentamente e sia come Dio vuole. E la cassa da morto? Pinete intere abbattute per il tuo egoismo! Crematemi allora… Eh, sì, e lo spreco energetico per produrre tutto quel calore? Va bene lasciatemi morire di fame e imputridire nell’erba. Inquinatore, vergognati!
E allora vaffanculo…! Non si dice culo, si dice gay.