Archivio mensile:ottobre 2009

Brigatisti, ma pur sempre buonisti


Nei giorni scorsi, come è noto, una lettera di minacce al presidente del nutella400_25Consiglio Silvio Berlusconi, al presidente della Camera Gianfranco Fini e al leader della Lega Umberto Bossi, è stata recapitata a opera di un gruppo eversivo presso la redazione del quotidiano Il Riformista. La missiva era corredata da un ultimatum: entro le 23.59 del 16 ottobre i tre rassegnino le dimissioni. Insomma “lasciate la politica e Berlusconi si consegni alla giustizia comune perchè in quella comunista la sentenza sara’ inevitabile”. La lettera, spedita da Milano l’8 ottobre, giorno seguente la decisione della Corte costituzionale sul lodo Alfano, enfatizza il fatto che Berlusconi non abbia voluto dimettersi nonostante la sentenza. Colpisce che in una lettera firmata da brigatisti si ritrovi un commento che esprime coincidenza di visione con quanto detto da esponenti di partiti di opposizione e comunque, anche quando non detto, implicitamente suggerito o atteso dalla sinistra. La novità  però sta a mio parere nel fatto che i mittenti, che pure si sentono pronti a una vera e propria rivoluzione armata che coinvolga il popolo come a Cuba, rassicurano sul fatto che non intendono ricorrere “a bombe o coinvolgere innocenti” . Si tratta insomma non delle Brigate Rosse ma delle Brigate Buone.

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Luoghi comuni: il bar


 

coffeeL’altra mattina in un bar della Brianza, gestito da una signora antipaticissima, aspetto a lungo un caffè corto e mentre aspetto osservo: al mio fianco un extracomunitario di un metro e novanta, ultimo lavaggio non pervenuto, prende un cappuccino e beve un caffé superzuccherati, mangia due brioche, poi un succo di frutta e prima di uscire si comprerà un panino imbottito che infilerà in tasca. E’ vestito con roba da poco ma ha un suo stile che potremmo definire da neo fogna urbana: roba infilata in qualche modo ma che addosso sta giusta sul fisico di chi non ha bisogno di palestra; ha barba lunga, capello unto ed è scuro di pelle oltre che in volto, dentatura ben presente. Farà il muratore, il ladro o il fattorino? Chi può dirlo. Più in là, dalla porta alla sua destra, entrano due quarantenni con tascapane a tracolla stile gay pentito (né borsa né borsello) e sono bianchi in volto e pallidi di carnagione, pelle e faccia semicadente nonostante i quarant’anni non compiuti, perfettamente pettinati, scarpati, occhialati, camiciati, maglioncinati; ordinano un mocaccino e una mini brioche, poi mettono dietor e zucchero di canna nella mini bevanda e la minimangiano. Niente mascella, poco dente ma bianco, mani curate. Faranno i bancari, gli assicuratori o i gestori di sala scommesse? Abdul li guarda dall’alto con aria schifata. Se fossi stato armato avrei sparato nelle gambe a tutti e tre.