Lucio Lao, dalla Cambogia


Parte con oggi una nuova sezione su questo “blogghetto”: si tratta del resoconto di viaggio in Cambogia di un amico, Lucio. Dopo aver letto il primo resoconto ho chiesto a “Lucio Lao” di poter pubblicare i suoi scritti e lui ha acconsentito. Ecco dunque per la prima volta, novità delle novità, un nuovo autore e un nuovo tema: non guareskjano, non politico, non finto letterario e probabilmente anche meno noioso del solito. Il primo resoconto di Lucio Lao è subito qui di seguito e lo metto io a nome suo, poi vedremo. Buona lettura dunque.

“Sono a Luang Prabang, nel Nord del Laos. Questa volta allargo il giro di mail, e spero che gli ignari destinatari non me ne vogliano … 🙂 Sono arrivato che stanno festeggiando il loro capodanno. Carino, il primo risultato e’ che pago la stanza il doppio. Arrivo a Bangkok con Ethiad airways, pensavo fosse una low cost … airbus nuovi di zecca, oro per colore sociale, posate di metallo e video on demand … sono sponsor del chelsea e della ferraria Luang Prabang volo con un ATR ad elica colorato con pesciolini ed altre amenita’ … In aereoporto ho l’impressione di essere in un paese un po’ diverso dal solito … in banca sbagliano conti e mi danno soldi in piu’ … che daro’ al primo tempio che visito. Poi inizio la vacanza con un gesto di rottura … lascio la LP in stanza e esco 🙂 Luang Prabang e’ una piccola citta’ tropicale, disposta alla confluenza tra il fiume Kahn e il Mekong. E’ stata capitale per vari secoli del Laos quando era il ‘regno del milione di elefanti’, che ai tempi doveva suonareun po’ come il nostro milione di baionette.E’ stata poi indocina francese, ma i resti coloniali sono minimi. Molti templi, molti monaci arancioni, tantissimi bambini. Per il capodanno l’attivita’ prevalente e’ lanciarsi secchiate di acqua, un gesto di purificazione trasformato in divertimento. C’e’ una sfilata di maschere, di gruppi vari e di bellissimi giovani in abiti tradizionali.Vado al trempio principale, il wat xieng thong, che e’ una specie di cattadella recintata. C’e’ una gran confusione: bancarelle, tutti che fotografano tutti, musica hip hop ad altissimo volume … sento pure i black eyed peas, che mi piacciono ma in quel contesto non me li aspettavo!!! Le piu’ fotografate sono le ragazze in abiti tradizionali, meravigliose. I monaci mi pare che vivano molto integrati con il resto della gente, alcuni fotografano a loro volta, nessuno da segni di fastidio per la confusione, molti sono giovanissimi. Per passeggiare lungo il mekong attarverso un ponte sgangherato di bamboo, 0,50 USD. Il livello dell’acqua e’ basso, sulla riva una famiglia mi invita ai festeggiamenti.Bevono grappa locale e birra… poche parole in inglese e molti sorrisi. Arriva un monaco per celebrare una breve funzione, partecipano ubriachi e non, per poi ricominciare a bere. Vado ad aspettare da solo il tramonto, sdraiato sulla sabbia dove la corrente del kahn si mischia a quella del Mekong. Ci sono giovani monaci che giocano nell’acqua. Tra la luce e l’alcool … e’ il momento piu’ bello. Lucio”

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